Diventare co-autori e co-creatori del proprio destino

Intervista alla dott.ssa Paola Torti – 29 aprile 2022

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Il valore dell’ascolto

Lucca, 21 aprile 2022

Nei giorni scorsi, ho accettato con piacere l’invito a intervenire alla presentazione di un film in cortometraggio che sarà prodotto da un gruppo di giovani studenti dell’Accademia del Cinema di Lucca, che avrà come tema centrale la prevenzione del disagio giovanile, con particolare riferimento alle condotte suicidarie.

Un momento significativo, per riflettere e porre l’attenzione non soltanto sulla tematica specifica, ma anche sull’importanza di temi quali il confronto, l’aggregazione sociale, l’ascolto attivo e la comunicazione empatica.

In un momento storico-sociale di profonda incertezza, nel quale siamo chiamati a vivere le attività di socializzazione a intermittenza, diventa ancora più importante creare nuove opportunità di riflessione e dialogo, dare spazio e accoglienza al confronto non giudicante verso i bisogni e i disagi dell’essere umano e riscoprire il significato e il valore profondo dell’ascolto, ovvero la scelta volontaria di “esserci” per l’altro: con presenza, rispetto ed empatia.

Presenza e Comunicazione

Con il linguaggio e il nostro modo di comunicare possiamo fare la differenza nell’ambiente intorno a noi e favorire un’atmosfera accogliente e distesa, oppure ostile e disarmonica.

In una conversazione infatti, non portiamo soltanto parole, ma anche l’intento e lo stato d’animo che in quel momento ci accompagna e tutto questo arriva a chi ci sta ascoltando.Se il tuo obiettivo è migliorare la capacità comunicativa, non limitarti a leggere libri sull’argomento: prova a fare un passo in più lavorando sulla tua presenza interiore. Ci sono pratiche e accorgimenti utili che possono aiutarti:

– Diventare Osservatori: ognuno di noi ha uno stile e un proprio modo di comunicare, unico e personale, che è utile guardare da “osservatore”. Fai tesoro degli spunti critici che gli altri ti portano e osserva “come” comunichi il tuo pensiero (tono della voce, gestualità, se tendi a “parlare sopra”, se il tuo ascolto tende all’impazienza…). Porta poi attenzione a quegli aspetti che di solito noti negli altri e che magari provocano la tua irritazione e considera che forse quegli aspetti sono anche tuoi.

– Punti di vista: la nostra visione delle cose può condizionare il nostro ascolto e quindi la comprensione di quello che l’altro ci sta dicendo. Prima di passare a conclusioni affrettate, chiedi chiarimenti: al tuo interlocutore arriverà il messaggio di essere ascoltato (che non è poco) e le sue risposte aiuteranno te a capire meglio il suo pensiero.

– Il momento giusto: un errore frequente è quello di parlare mossi dall’urgenza di “far arrivare” subito il proprio messaggio. Ma la scelta del momento va calibrata anche sulle esigenze di chi ci ascolterà. Non tutti gli argomenti possono essere affrontati in qualsiasi momento e contesto. Se risulta difficile individuare il momento giusto, chiedi apertamente un incontro: delegando la scelta del momento all’altra persona, le darai anche modo di prepararsi a riceverti. – Spazi di silenzio: se nel dialogo si affacciano aspetti interessanti o inattesi, concedi loro delle pause: questo darà loro valore e spazio, dando a te la possibilità di osservarli meglio.

– Meditare: le pratiche di consapevolezza e in particolare la mindfulness, svolte con regolarità, favoriscono l’apertura di un canale comunicativo con noi stessi e la nostra interiorità, influenzando positivamente anche il nostro modo di comunicare. Prendere coscienza da un’ottica non giudicante, dei nostri schemi comportamentali, consente anche di “aggiustare il tiro” delle nostre parole, quando necessario.

– Ritrovare genuinità: Tenere un diario, un quaderno per le riflessioni scritto rigorosamente a mano, da tenere in borsa o in macchina, nel quale annotare brevi riflessioni, intuizioni, pensieri, qualcosa che magari hai visto o ascoltato e che ha catturato la tua attenzione; scrivi l’effetto che ti ha fatto, l’emozione che hai sentito “salire” dentro di te. Raccontarsi scrivendo, offre la possibilità di osservare meglio stati d’animo ed esperienze facendone tesoro per rielaborarle magari in futuro, quando le rileggerai. Scrivere a mano favorisce la capacità mnemonica, la concentrazione e il senso critico, stimolando la capacità di focalizzarsi sugli obiettivi, organizzando idee, pensieri e opportunità. Non è la stessa cosa farlo con un tablet o un PC.In tempi di globalizzazione, questo tipo di scrittura rappresenta un piccolo ma significativo passo controcorrente: dare forma espressiva alla propria unicità da uno spazio di raccoglimento.

Una buona comunicazione nasce anche da questo: concedersi il tempo di accogliere quello che sentiamo dentro e farlo nostro.

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