Fermati e …respira!

I ritmi di vita odierni, rendono talvolta difficile a conciliazione tra le nostre necessità e attitudini individuali e quanto ci viene richiesto a livello professionale e sociale. La pratica di consapevolezza del respiro mindfulness, rappresenta un valido e concreto aiuto nell’affrontare, o meglio “attraversare”, problematiche e difficoltà della vita quotidiana, in quanto aiutando le persone a rimanere nel momento presente, rinforza la capacità di rispondere alle esigenze e circostanze del momento con maggiore equilibrio e centratura.

Vediamo alcuni ambiti che con l’aiuto di questa pratica potremmo riconsiderare e vivere in modo diverso, con più equilibrio e centratura:

– Mancanza di separazione netta tra lavoro e altro: si torna a casa e si continua a lavorare, con il cervello e con il telefono. Smartphone e internet hanno fatto uscire il lavoro dai confini tradizionali, riducendo il tempo che possiamo dedicare a noi stessi; occorre essere presenti a sé stessi e centrati nel saper gestire in modo equilibrato e produttivo situazioni stressanti e porre allo stesso tempo “sani confini”;

– Multitasking, è un bene o un male? Fare più di una cosa alla volta riduce l’attenzione e aumenta la superficialità dei contenuti. Essere concentrati su un argomento principale permette di analizzarlo, risolverlo e introdurre creatività nella soluzione;

– Distrazioni multiple e continue, come tenerle a bada? Le distrazioni nel mondo attuale sono in costante aumento, occorre essere consapevoli che alcune sono appunto “distrazioni” e come tali andrebbero trattate. L’uomo è un animale assetato di informazioni e spesso si lascia trasportare senza una meta e senza sosta, ma subire informazioni senza comprenderle ed analizzarle non ha valore aggiunto, sapere qualcosa solo per il solo “gusto” di saperla è inutile.

– Nella giornata lavorativa, il lavoro non ha fine temporale: ovvero non riusciremo mai a fare tutto quello che vorremmo, vanno fatte scelte consapevoli in base alle priorità e non in base alle esigenze temporali, imparando anche a dire dei “no”.

– Immersi nella frenetica quotidianità, si fa fatica a trovare la “passione”, ovvero l’aspetto del piacere nel fare le cose, ci vuole coscienza e allo stesso tempo creatività, per alimentare la nostra necessità quotidiana di soddisfazione nel fare qualcosa.

In ogni sessione, un passo alla volta, vedremo insieme come attingere alle tue risorse e potenzialità, recuperando energia, a beneficio del tuo equilibrio interiore e psicofisico, nella gioia di esprimerti e viverti pienamente!

Per informazioni su Percorsi di Crescita Personale inviare mail a:info@paolatorti.com

La cura

La Cura

Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un momento importante per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e favorire il dibattito sull’inclusività, superando lo stigma sociale e l’isolamento che talvolta circondano ancora questa malattia.

Quando si parla di Alzheimer e, in generale, di malattie neurodegenerative, una tematica che spesso rimane in secondo piano, riguarda le difficoltà emotive e il senso di profonda solitudine che vivono i familiari che assistono questa tipologia di malati.

Durante il decorso iniziale della malattia, i malati sono spesso assistiti principalmente da uno o più familiari, i quali a loro volta possono avere problemi e difficoltà di natura emotiva, magari dovuti proprio allo stress della situazione contingente e che necessitano perciò a loro volta di supporto e sostegno, non soltanto pratico, ma anche e soprattutto emotivo.

Tra gli aspetti più drammatici e dolorosi che si è chiamati ad affrontare, c’è senza dubbio quello di assistere alla progressiva e inesorabile perdita della memoria (e quindi dei ricordi), da parte del malato, periodo durante il quale i familiari tentano di prepararsi, o meglio in fondo al cuore, “non prepararsi” – a quando un giorno, forse, la persona a cui vogliono tanto bene, non li riconoscerà più.

Un’altra circostanza che provoca profondi sensi di colpa, ma anche frustrazione e rabbia, è la difficile e dolorosa decisione di ricoverare il malato in una struttura, scelta ancora più difficile e sofferta se i familiari chiamati a decidere hanno pareri contrastanti in merito.

Non va inoltre sottovalutato il fatto che, talvolta, con il familiare che necessita di assistenza, possano sussistere da tempo tematiche irrisolte, oppure i rapporti prima della malattia erano problematici e conflittuali, situazioni, anche queste, che suscitano divisione interna, sensi di colpa, stati d’animo contraddittori, rabbia e desolazione.

Questi sono aspetti dei quali può essere difficoltoso parlare e, molto spesso, i familiari esitano ad aprirsi e condividere i propri stati d’animo per il timore di essere giudicati e, di conseguenza, sentirsi ancora più soli e incompresi.

Di fronte a tutto questo, è umano e comprensibile che, i primi sentimenti che si affacciano nell’anima possano essere paura, angoscia, un indefinibile senso di disorientamento e una sensazione di profonda solitudine, come se nessuno potesse capire quello che si sta attraversando.

Ma questi sentimenti, anche se comprensibili e giustificati, non devono impedire di affrontare queste situazioni con uno sguardo che non si lascia frenare dai limiti che la malattia impone, ma che ha il coraggio di lasciarsi guidare dall’amorevolezza e compassione, non soltanto nei confronti del malato, ma anche e soprattutto verso sé stessi e le contraddizioni che si stanno vivendo: anche questo è “cura”.

Volersi bene significa prendersi cura del dolore che si sta attraversando, anche attraverso l’accettazione dei sentimenti e stati d’animo contraddittori che lo accompagnano, perché fanno parte della natura umana ed è giusto dar loro spazio senza respingerli, né giudicarsi negativamente, aprendosi così alla compassione verso sé stessi.

Anche in Natura una ghianda non deve guastarsi o consumarsi per dare nutrimento alla quercia che l’ha generata, ma è nella Natura delle cose che quella piccola ghianda cresca e diventi a sua volta albero: facendo questo proseguirà e onorerà anche le sue radici.

Dal cuore un abbraccio profondamente sentito a tutti coloro che vivono da vicino questa malattia e un pensiero speciale per Te Gemma: ovunque sei vivi nel cuore, mamma.

Paol Torti Professional Counseling

Focus vivo

Per fare in modo che un intento o un obiettivo non si cristallizzi in qualcosa di astratto ma si concretizzi nella realtà presente, occorre alimentare e infondere vita al focus dell’intenzione, compiendo passi mirati e azioni concrete nella giusta direzione. Talvolta invece ci si limita a mantenere il proprio pensiero e attenzione sull’idea, ma senza compiere azioni che portano al suo compimento, continuando così a rimandare a tempi indefiniti desideri e progetti personali.

Può accadere infatti che di fronte alla prospettiva di un cambiamento, anche fortemente voluto e che riconosci essere evolutivo per te, entri in gioco un’eccessiva tendenza a rimandare – o meglio procrastinare – il tuo obiettivo.

Procrastinare è diverso dall’essere indecisi: si tratta di rimandare una scelta che senti già tua e non ci sono impedimenti oggettivi per rimandare.

Ma che cosa ti sta comunicando la tua procrastinazione?

Per rispondere a questa domanda, occorre osservare innanzitutto da cosa nasce la  tendenza a rimandare e quindi comprendere quando è realmente benefico e utile per te attendere e quando no.

Quando l’attesa è ponderata e posta in essere ad esempio dalla necessità di pianificare o elaborare informazioni, azioni e risorse, oppure per valutare i tempi che meglio si addicono al raggiungimento del tuo obiettivo, essa sarà benefica e proficua. Diverso sarà quando la tendenza a rimandare nasce dalla paura e dal timore di non sentirti all’altezza della scelta che desideri, oppure originata dal timore del giudizio altrui.

In quest’ultimo caso, il primo e più importante passo sarà connettersi con il coraggio e la fiducia che sono dentro di te e che attendono soltanto di essere ri-scoperti e vissuti. Dentro di te infatti ci sono tutti gli strumenti e le consapevolezze per manifestarti e viverti nella piena realizzazione di ciò che sei, senza paura.

Il cambiamento che vuoi comincia ora. Comincia da Te.

Per info sui Percorsi di Consapevolezza e Crescita Personale contattare:

info@paolatorti.com

www.paolatorti.com

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